Lenola
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Lenola è il luogo natale di Pietro Ingrao, cui Pietro è rimasto sempre profondamente legato.
A Lenola si trova la grande casa costruita dal nonno mazziniano Francesco Ingrao, lì rifugiatosi perché ricercato per cospirazione dalla polizia borbonica e poi integrato pienamente nel paese fino a divenirne sindaco. In quella casa Pietro è nato, ha vissuto la sua infanzia, e tuttora trascorre tutte le sue estati, con una famiglia sempre più allargata di figli e figlie, nipoti, pronipoti, e soprattutto con l’amatissima sorella Giulia.
Ai paesaggi di Lenola e del suo territorio sono ispirate alcune poesie, e di Lenola si narra nei primi capitoli dell’autobiografia di Pietro, “Volevo la luna”. Con Lenola, insomma, Pietro ha avuto un rapporto emotivo intenso – ma anche molto contrastato. Il paese ha una lunga tradizione conservatrice, con cui spesso Ingrao si è scontrato: durante la clandestinità i fascisti lenolesi, e perfino alcuni parenti, consigliavano a sua madre di “dimenticarsi” questo figlio sovversivo; nelle prime elezioni democratiche del 1948, Andreotti lo fece chiamare appositamente per dirgli che nel suo paese aveva preso solo 17 voti; e negli anni seguenti la lotta politica a Lenola è sempre rimasta difficile e aspra. Ma la storia del paese è segnata anche da figure come quella di Francesco Caporini, il dirigente contadino del PCI con cui Pietro ebbe un profondo legame; dalle esperienze di giovani che hanno scelto Ingrao come proprio punto di riferimento; da alcune amministrazioni di centro-sinistra e da momenti di dialogo come l’incontro fra il leader comunista e il cardinale Silvestrini, o quello con i bambini della scuola elementare.

Testi di Ingrao su Lenola:


Testi lenolesi su Ingrao (2012):


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Comune di Lenola


 
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