Interventi alle esequie (Lenola): Andrea Antongiovanni Sindaco di Lenola
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Venerdì 06 Novembre 2015 05:03

Intervento di Andrea Antogiovanni
Sindaco di Lenola

Concittadine e concittadini, Signore e Signori, Autorità civili e militari,

Siamo qui convenuti in un momento storico particolare in cui i riflettori si accendono sul nostro piccolo paese, Lenola, davanti alle spoglie del nostro illustre concittadino Pietro Ingrao.

Rinnovo le condoglianze mie personali, dell’Amministrazione comunale e della cittadinanza lenolese alla famiglia Ingrao, in questo triste giorno.

Chi è stato Pietro Ingrao?

  • E’ stato l’uomo che in giovane età ha fatto esperienza e ha sofferto, proprio qui a Lenola, una situazione sociale segnata da profonda arretratezza per cui, come lui ha scritto “nella mappa dei patrimoni, nei lavori e nella vita d’ogni giorno si poteva distinguere una divisione in classi che non tollerava neppure l’intreccio tra i coniugi;
  • E’ qui a Lenola che ha fatto esperienza del duro lavoro dei contadini, dell’ingiustizia della mezzadria di “quei cesti di castagne erano rendita nel suo aspetto più assurdo”;
  • Pietro è stato l’uomo che più di ogni altro in Italia ha coltivato il sogno dell’utopia comunista che per lui aveva significato massima attenzione alle masse proletarie, agli ultimi, a chi versava in stato di sofferenza ma anche trasformazione dello Stato dalle fondamenta, ridistribuzione della ricchezza e riequilibrio dello stato sociale;
  • E’ stato l’uomo della coerenza: ateo fino all’ultimo istante della propria esistenza ma anche uomo del dialogo che proprio qui a Lenola ha incontrato il Cardinale Silvestrini poiché, come egli ha affermato: “il mio ateismo non mi impedisce di essere a lungo tempo attento ad esperienze religiose". Ha curato questo confronto con il mondo cattolico, alla ricerca di una linea comune, pur nel reciproco rispetto delle proprie posizioni, alla ricerca di un principio che servisse ad alleviare le sofferenze altrui; oggi Ingrao sarebbe in grande sintonia con Papa Francesco nelle battaglie globali per la salvaguardia dei diritti umani;
  • E’ stato l’uomo che ha teorizzato la politica come partecipazione delle masse: la delega che gli elettori conferiscono agli eletti non è sufficiente a garantire la democrazia ma occorre che vi sia l’ascolto degli altri e la partecipazione; la capacità pertanto di stimolare il protagonismo e la soggettività delle masse senza di cui non poteva esserci né teoria, né prassi significativa, come afferma Luciana Castellina.
  • Ma è stato anche l’uomo del dubbio: una personalità che è riuscita a spingere alla “coltivazione del dubbio” ogni giovane generazione che si è affacciata all’impegno politico nella sinistra e che ha pagato, in termini personali, a volte pesanti, la sua ostinata rivendicazione del “diritto al dissenso” che per lui stava a significare affermazione della libertà di pensiero, diritto inviolabile di ogni essere umano.

Concludo questo mio breve intervento di commiato, assumendo l’impegno dell’Amministrazione Comunale affinché, anche a Lenola, venga coltivata la memoria di un grande statista del nostro paese, partigiano e antifascista, Presidente della Camera dei Deputati in un periodo storico particolare per la nostra Italia.

In questo senso sono convinto che il Consiglio Comunale, in accordo con la famiglia, e previa autorizzazione del dott. Faloni, Prefetto della Repubblica, qui presente, saprà conferire al presidente Ingrao, in tempi brevi, il miglior riconoscimento possibile nella toponomastica del paese.>/p>

Inoltre, siamo convinti che la memoria di Pietro debba trovare il giusto riconoscimento all’interno del Centro Studi “Renato Ingrao” in accordo con il Centro per la Riforma dello Stato.

Infine, faccio mie e nostre le parole di una giovane spagnola che, scrivendo sul nostro sito e rivolgendosi a Pietro Ingrao, ha affermato: “Prendo, per la mia vita, ogni tuo insegnamento”.

Questo proposito sia il nostro proposito, il tributo di questo paese alla sua memoria.

Mi piace immaginare il rapporto di Pietro con Lenola, secondo questo pensiero di Giorgio La Pira, con il quale lui stesso ha coltivato un’intensa amicizia: “Benedite la vostra città. Tracciatele un segno di croce prima di addormentarvi la notte. Per chi crede sarà un’impetrazione di grazie; per chi non crede sarà una carezza dolcissima”.

Quella carezza dolcissima che Pietro ha voluto dedicare a questo paese con tanti piccoli gesti e pensieri ma anche con il semplice abbraccio ai lenolesi che ha incontrato in ogni dove.

Riposa in pace Presidente Ingrao “tra queste colline a te care” ove hai scelto di ritornare dopo una vita spesa in mille battaglie.


sindaco Andrea Antongiovanni

 
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