Interventi-Gemma Giorgini
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Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Ottobre 2015 11:19

Intervento della nipote Gemma Giorgini

Mio caro nonnino,

così ti ho sempre chiamato e così mi rivolgo a te in questa lettera di commiato.

Ti dico la verità: pensavo – del tutto irrazionalmente, come è ovvio – che questo giorno non sarebbe mai arrivato. Nel mio immaginario sei sempre stato invincibile e intramontabile, capace di superare qualsiasi cosa, in grado di resistere a tutti e a tutto, persino alla decadenza cui piano piano il tempo inevitabilmente ci conduce.

gemma giorini

Beh, fattelo dire, sei stato forte fino alla fine: anche allo stremo delle energie, non hai mai negato un sorriso, una carezza, uno sguardo di complicità.

Ci mancherai, mio dolce nonnino, e non solo a me, ma a tutte le persone – e sono tante! – che hanno avuto il privilegio di conoscerti, d’incontrarti anche solo per un attimo.

Uno dei ricordi più teneri della mia infanzia è legato proprio a te, quando, mano nella mano, passeggiavamo a Sperlonga e la gente si girava a guardarti estasiata. Quanto mi sentivo orgogliosa di essere tua nipote, quanto forte ti stringevo la mano!

Non ho mai incontrato nessuno che ti fosse ostile, anche se politicamente e intellettualmente diverso da te. Ti amavano e ti amano tutti, perché, al di là della tua immensa capacità politica, sei sempre stato un uomo autenticamente semplice, vicino alla sofferenza della gente, sempre in pena per le ingiustizie perpetrate nei confronti dei più deboli.

Le tue passioni, amo ricordarlo, non erano solo quelle note a tutti: il cinema, la politica, la poesia, la letteratura.

Le tue passioni erano fatte anche di cose belle ed elementari: ti ricordi quante volte abbiamo parlato del piacere di farsi una ‘scofanata’ di dolci?

Del piacere di nuotare a lungo nel mare, per poi guardare il tramonto da una bellissima terrazza?

E poi l’emozione che ti suscitavano gli alberi e le piante in primavera, tale da portarti a essere circondato di fiori di ogni tipo.

Non finirò mai di ringraziarti non solo per la fiducia che mi hai dimostrato, per le confidenze di cui mi hai reso partecipe, per l’amore a la tenerezza che mi hai trasmesso, ma anche per i tanti consigli che mi hai dato e che spero a mia volta di poter dare alla mie figlie.

Primo fra tutti, l’importanza di coltivare i propri sogni, di perseverare nelle proprie ambizioni, di far maturare i semi nascosti dentro ognuno di sé. Mi hai sempre detto, infatti, che avere un dono, una predisposizione verso qualcosa, è sì bello e gratificante, ma è anche molto faticoso: bisogna sempre lavorarci su, coltivarlo giornalmente, non mollarlo mai.

L’intelligenza, oltre a essere un dono prezioso, porta con sé un gran carico di sofferenza: è forse questo uno degli insegnamenti più utili che mi hai trasmesso e che mi ha permesso di riflettere in tanti momenti della mia vita.

Sono davvero contenta che Bianca, la mia primogenita di appena 5 anni, abbia avuto la fortuna di poter relazionarsi a te, di cantarti tutta “Bella Ciao”, di farti le coccole. La foto di te, me e mia figlia, tutti e tre con il pugno chiuso, è l’immagine più bella della tua forza, e insieme della tua dolcezza, attraverso le generazioni.

Volevo chiudere questa lettera di saluti, riportando un messaggio che mi hai ripetuto tante volte, un messaggio rivolto ai giovani che non se la passano molto bene: “Dovete assolutamente unirvi, mettervi insieme e fare di tutto per sconfiggere le ingiustizie di questo mondo tiranno …. Dovete farvi forza e organizzare una rivoluzione”.

Cercheremo di seguire, come sempre, il tuo consiglio.

Nel frattempo, continuiamo a cercare la luna e che sia rossa come quella con cui ci hai lasciato!

Ciao nonno

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Ottobre 2015 19:02
 
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